More - A Focus on Esaote's World

Abbiamo il dovere di comprendere perfettamente quelli che sono i confini all'interno dei quali possiamo svolgere la nostra attività produttiva. Oggi è dentro quei confini che possiamo crescere e fare ancora di più.

 

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Photo by pine watt on Unsplash

 

Esaote, nel suo ruolo di azienda tradizionalmente vicina alla comunità medico-scientifica, si impegna a rispondere all’emergenza mettendo in campo la preziosa rete di partner, costruita in oltre 40 anni di attività, sapendo di poter contare sulla grande capacità delle proprie persone di intercettare le priorità contingenti del sistema sanitario e rendere possibili alcune rapide soluzioni.

Ad oggi Esaote si muove su più fronti.

  • La nostra gamma di tecnologie per l’imaging mantiene una produzione allineata alle oscillazioni di mercato per assicurare continuità di fornitura e produzione in sicurezza: l’intera organizzazione, pur lavorando in buona parte da remoto, sta dimostrando di coordinarsi velocemente nel continuo adeguamento alle necessarie e progressive norme varate dal Governo per affrontare l’emergenza.

In particolare:

  • In un responsabile e tempestivo accordo con le organizzazioni sindacali, abbiamo attivato uno sdoppiamento di turni per la produzione di ultrasuoni e sonde negli stabilimenti di Firenze e Sesto Fiorentino, con una programmata estensione agli stabilimenti olandesi. Questo si somma all’adozione degli standard di sicurezza messi in atto da tutti gli stabilimenti a livello nazionale e internazionale. Potremo così rispondere in modo flessibile e affidabile alle oscillazioni della domanda, che richiede, come ovvio, tempi di consegna ridotti a pochi giorni.
  • Nello stabilimento di Genova Multedo, centro globale di parti di ricambio e di riparazione US e RM, oltre che sito produttivo, si è sfruttata la struttura a due piani dell’edificio implementando la separazione dei due spazi, che sono stati resi autonomi, anche nella logistica; a tal fine è stato studiato un apposito layout dei movimenti.
  • La modalità di smart working, già introdotta con un progetto pilota dopo la tragedia del Ponte Morandi e che prevedeva un’operatività completa nei prossimi 18 mesi, è stata adottata con un’improvvisa accelerazione, possibile grazie al nostro reparto di IT, che ha adeguato in tempi risolutivi le Security Policy fra i diversi device, e la generosa collaborazione di alcuni dipendenti che hanno prestato apparecchi e connessioni domestiche per garantire in tempi rapidissimi la continuità del lavoro, nell’attesa di ricevere dall’Azienda i sistemi ordinati per tutto il personale che non aveva ancora accesso allo smart working.
  • Lo sforzo integrativo alla nostra abituale attività è però oggi quello di mettere in azione il nostro potenziale di networking a livello globale, per rendere disponibili tutte le soluzioni diagnostiche necessarie in questo momento di emergenza, anche quelle che tradizionalmente non fanno parte del nostro core business. Abbiamo in questi decenni costruito relazioni di reciproca fiducia con le più importanti comunità scientifiche internazionali.
  • In Italia siamo nel momento più critico. Siamo nel picco di un’onda che abbiamo fiducia procederà in discesa. Alcuni Paesi hanno vissuto prima di noi questo momento e possono ora liberare risorse umane e tecnologiche per supportare la nostra sanità. In questo contesto cerchiamo di mettere al servizio del Paese anche la nostra esperienza decennale nella cooperazione italo-cinese, per facilitare la comunicazione delle richieste dei nostri medici e delle nostre strutture sanitarie, in un ruolo di ponte che speriamo capace di rendere il prima possibile operativi sul campo i dispositivi necessari. Abbiamo già dai nostri partner cinesi ottime risposte, in un rapporto mutualistico che ha visto Esaote, all’inizio dell’epidemia globale, adattare la propria produzione alle esigenze dei colleghi asiatici, quando il momento lo richiedeva. Questa nostra connessione di filiera ci rende un'unica rete in cui siamo chiamati a programmare insieme scelte e priorità.

Come altre realtà italiane, abbiamo gli strumenti, non solo produttivi, ma anche di talento collaborativo per creare un sistema forte, capace di affrontare la complessità del momento. Qualche mese fa avevamo parlato ai nostri team del concetto legato alla vision “Complexity is simple”, adottata dal Gruppo a livello globale da quest’anno. Come organizzazione, tutti insieme, dai diversi angoli del mondo, ci stiamo muovendo in modo che non siano parole vuote. La globalizzazione ha i suoi bug, ma ha in sé anche la soluzione più semplice, che è tornare a cooperare, calibrando scelte e priorità, su obiettivi comuni, qual è la salute delle persone, senza distinzioni.


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